Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

lunedì 17 ottobre 2011

Di nuovo sul Raut....quattro anni dopo

Il Raut mi aveva gia vista salire il 23 dicembre del 2007, quando, assieme a Luca, Ilaria e altri amici avevo cercato di raggiungerne la vetta:  un leggero malessere e il fatto di avere dimenticato la mia scorta d'acqua in auto mi aveva fatto desistere poco lontano da essa.
Dopo averlo rimandato di autunno in autunno, questo sabato decidiamo che è giunta l'ora di raggiungere finalmente la sua cima. 





Ilaria e Alessandro passano a prendermi e dopo avere raggiunto Forcella di Pala Barzana, alle 8:45 siamo in cammino verso forcella della Capra. Il ripido sentiero non ci da tregua in questa giornata soleggiata ma fresca e tra una chiacchiera e l'altra e una "sosta pasticcino" per festeggiare il compleanno di Diana rimasta casa raffreddata, alle 11:20 raggiungiamo il ventilato intaglio da cui si scorge la croce di vetta, ancora lontana. 








Una piccola sosta e un saluto alla Madonnina e iniziamo a percorrere il lungo tratto di cresta che ci separa dalla cima, accompagnati da un gelido vento che soffia da nord. Poco prima del tratto attrezzato infilo il giubbotto e risalendo con cautela le roccette tenendo ben stretto il sottile cavetto, arriviamo ai verdi pendii inclinati che precedono la vetta. 








Ancora un breve tratto ed eccoci finalmente in cima sotto la croce rossa del Raut! Sono le 12:20 e una decina di persone sono sedute sul versante sud della cima, al riparo del gelido vento che soffia incessante e trovato un posticino ci sediamo a gustarci i panini e il panorama che da quassù è davvero superbo!




La vista spazia a 360° dalla pianura fino al mare e dalle Pralpi alle Alpi Svizzere e Slovene. Sotto di noi, le piccole case di Andreis e Bosplans e poco lontano il lago di Barcis. Al riparo dal vento il sole scalda e rilassa, tanto che Ilaria schiaccia pure un pisolino! Poco prima di rimanere soli in cima, ci facciamo scattare una foto di gruppo e alle 14:00 siamo in cammino lungo la via del ritorno. 





Raggiunta di nuovo forcella della Capra, Alessandro decide per una solitaria corsa lungo la cresta est fino alla cima del Clap del Peredach, mentre io e Ilaria piano piano iniziamo la lunga discesa verso forcella di Pala Barzana.





Le asciutte ghiaie del Rio Grande facilitano e accelerano la discesa e raggiunte da Alessandro scendiamo assieme verso l'auto accarezzati dalla calda e bellissima luce del sole che tramonta.  

7 commenti:

Annarita ha detto...

che bella giornata avete avuto, io ci son salita quest'estate è ho beccato freddo e nuvole! ciaoragazze

andrea loi ha detto...

Bravissimi come sempre!! e come al solito le foto sono splendide. In più....strana coincidenza....ci siamo quasi beccati: alle 12circa siamo passati sul passo direzione erto per il simposio di scultura!! Mandi biej e buine montagne!!!!

frivoloamilano ha detto...

Prima o poi il momento arriva e su quella montagna che ci ha "respinto" più volte finalmente ci saliamo. Che soddisfazione! Una bella giornata in buona compagnia.
ciao, ;-)

Laura ha detto...

Le girls (o quasi) di nuovo all'opera. Io sono gia in letargo dai primi freddi

Nadia l'Alpingirl ha detto...

@Annarita:allora bisogna che tu ci ritorni,in autunno,perchè con il cielo limpido è panoramicissimo!!!
@Loi:Alle 12:00 eravamo in forcella..se agitavi la manina ti salutavo!ahahha
@Flavio:e la volta che finalmente ci lascia salire fino in vetta è una giornata bellissima!
@Laura:mai andare in letargo..ci son sempre le Prealpi..o al massimo una cjaspolata in compagnia!;o))

Anonimo ha detto...

il panorama dal Raut è unico. consiglio: tornaci d'estate e goditi l'alba lungo la salita.
Ps: si chiama forcella Capra (non pecora...)

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Grazie...hai ragione! Chissà perchè ho scritto "pecora"!!! Correggo subito!!