Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

mercoledì 4 gennaio 2012

Castelmonte e dintorni

Nebbione!
Quando siamo partiti il meteo non sembrava male, nonostante le previsioni molto incerte su questa zona. Ma una volta arrivati a Castelmonte, la nebbia ci avvolge e a malapena scorgiamo il Santuario davanti a noi!



Gabriele se ne sta buono nel seggiolino e ci osserva mentre io ed Enrica consultiamo la cartina, nella vana ricerca di un'alternativa più bassa delle nuvole! Lignano?
Nulla: tanto vale scendere e farci una camminata su per la vietta gradinata e scordarci il panorama che speravo di godermi da questo pulpito, visto che oggi questa era l'unica meta "montana" che potevo permettermi!
Saliamo la gradinata e passiamo sotto l'arco e poco dopo siamo nella solitaria vietta che porta al campanile e alla chiesa. 





Una visita in un negozietto di souvenir per un pensierino alle nonne ed entriamo in chiesa. 








L'altare è bellissimo, me lo ricordavo dal giorno del matrimonio di Chiara e Gianni. "Andiamo a vedere il "diaulat"!" (il diavolaccio) dice Enrica a Gabriele: "ma non devi avere paura...l'angelo lo schiaccia!". E così scendiamo le scale verso la cripta e dopo una visita al Presepe e al "diaulat", accendiamo un paio di candele alla Madonna di Castelmonte. 







Ritornati all'esterno la nebbia si è un po' diradata e si scorge la grande croce sulla collinetta oltre il parcheggio. 





Prese le cibarie dal bagagliaio dell'auto ci incamminiamo su per il vialetto lastricato e raggiungiamo la base della grande croce in ferro da dove presumo che nelle belle giornate limpide si goda di un bel panorama verso il Matajur e le Giulie. Purtroppo oggi regna il grigiore più assoluto e dopo la foto di vetta ci sediamo in uno dei tanti tavoli con panche e pranziamo. 





Il piazzale si è fatto deserto e la nostra auto è l'unica parcheggiata quando scendiamo dalla collinetta e risaliti i gradini del Santuario ritorniamo su per la vietta deserta per un veloce caffè alla Locanda del Pellegrino.





Sono le 14:00 e dopo avere ripreso l'auto decidiamo per una visita alle chiesette di San Nicolò e di San Giovanni, sulla strada che porta a Tribil.




Per disappunto di Gabriele in entrambe manca la possibilità di poter suonare il "din don" ma sulla strada del ritorno si addormenta soddisfatto di averne visti ben tre in questa giornata nebbiosa! E noi siamo contente di non essere rimaste ad ammuffire a casa!

3 commenti:

Piero ha detto...

è bene portare i nostri cuccioli al cospetto del Signore, anche se non siamo credenti: gli mostriamo una via corretta e che poi starà a loro decidrere di seguire e in quale maniera. Una linea morale che ben si sposa con la fatica che gli insegnamo ad apprezzare andando in montagna.

frivoloamilano ha detto...

Ha sempre una sua mistica il santuario di Castelmonte. Belle le foto degli interni.

ciao

Nadia l'Alpingirl ha detto...

@Piero:bellissime parole...condivido!
@Flavio:grazie...ma tocca tornare con il bel tempo per godere dei panorami!