Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

mercoledì 1 agosto 2012

Alta Via Bepi Zac

Le previsioni per sabato danno temporali da mezzogiorno in poi e non essendo riuscite la sera prima a convincere il gestore dell'hotel a prepararci una colazione anticipata per le 6:30, dopo varie contrattazioni ci rassegniamo e accettiamo il compromesso delle 7:20. Saldato il conto ci spostiamo al Passo San Pellegrino e alle 8:20 siamo sulla seggiovia Costabella, che ci fa guadagnare 45 minuti sui tempi di percorrenza dell'itinerario di oggi, e perchè no, darà un po' di sollievo alle mie gambe stanche della scarpinata di ieri!






Appena mettiamo piede a terra partiamo di corsa su per il sentiero verso il rifugio Passo delle Selle da dove parte l'Alta Via attrezzata Bepi Zac. Il fondo valle è avvolto in coreografiche nuvole bianche ma il cielo sopra le nostre teste è azzurro e limpido. 








Arrivate al passo indossiamo subito l'imbrago che però, non useremo per un bel tratto, essendo la prima parte un semplice sentiero alternato a brevi tratti con cordino davvero elementari. 





Contrariamente a quel che pensavo, oggi non siamo in molti a percorrere questo sentiero, forse per le previsioni nefaste del primo pomeriggio: meglio così, perchè il gruppetto di Bressanone che ci segue fa  abbastanza chiasso per compensare tale mancanza! 





Proseguiamo, tra gallerie e trincee, passando accanto a baraccamenti e muretti a secco, ricoperti di splendide e colorate fioriture. Un venticello dispettoso mi fa togliere e rimettere continuamente la giacca, ma il meteo continua a tenere ottimamente, mentre raggiungiamo la cima Campagnaccia, dove ci facciamo fare una foto da una ragazza dell'animato gruppetto. 












Ripartiamo e oltrepassata la prima "via di fuga" per il passo, proseguiamo verso l'anonima cima di Costabella, dove ci sediamo accanto agli amici di Bressanone simpatici e cordiali, peccato per le urla che si lanciano a distanza per richiamarsi e salutarsi! 






Le nuvole che soggiornavano al mattino nel fondovalle, iniziano a levitare sospinte dal vento: decidiamo di non perdere tempo e dopo un boccone veloce proseguiamo verso il tratto più interessante del percorso. Un tratto attrezzato in discesa, seguito da una bella scala in legno verticale, ci deposita su una cresta tormentata e prosegue all'interno di una galleria da cui dipartono vari cunicoli con tante finestre e postazioni. Seguiti i segnavia al loro interno, sbuchiamo dall'altro lato e dopo un'altro tratto attrezzato in discesa e un ulteriore galleria, arriviamo su un pianoro ghiaioso tappezzato di papaveri alpini. 







Più in là si vede la famosa postazione a "uovo" del Sass de Costabella, osservatorio italiano ora trasformato in un piccolo museo fotografico. 








Vi si accede percorrendo un breve ma ripido salto attrezzato che porta ad un piccolo pianoro dove una stretta passerella permette di entrare all'interno a guardare toccanti e terribili foto che testimoniano la brutalità di quella guerra. 




Mentre osservo mogia queste foto arrivano alcuni componenti del gruppetto, che incuranti del posto dove si trovano, che meriterebbe rispetto per ciò che mostra, ridono e scherzano affacciandosi al finestrone, lanciando urla a quelli rimasti sul sentiero! Schifata esco e raggiungo Ilaria sul Ciastel de Costabella, non prima di avere però notato una foto in cui si vedeva una serie di scale in legno consecutive: chissà dove si trovano?! Lo chiediamo a uno del gruppo salito anche lui a curiosare tra le postazioni soprastanti il museo, ma ne sa quanto noi. Un sentiero scende ripidamente dall'altro lato e mentre il gruppo ridiscende verso il museo e si allontana verso la Val San Nicolò, noi decidiamo di seguirlo e vedere se porta verso la forcella Ciadin. Un tratto attrezzato in discesa, una stretta galleria gradinata e alla fine, eccole, le famose scale in legno! 






Scendiamo entusiaste per questa scoperta e poco dopo raggiungiamo la forcella Ciadin, dove termina la prima parte della Bepi Zac e il nostro percorso odierno. La seconda parte, di difficoltà maggiore, richiede esperienza e tempo sicuramente più stabile di quello che in questo momento "soggiorna" sopra le nostre teste! Nuvoloni grigi si alternano a brevi schiarite e, trovato uno spiazzo, decidiamo di fermarci a mangiare qualcosa, prima della lunga discesa verso il Passo San Pellegrino. 





Mezzogiorno è appena passato e dopo un messaggino a casa e un panino, ecco le prime gocce di pioggia e, puntuale, il rombo del temporale in arrivo! Indossiamo velocemente giubbotti e copri zaini e scendiamo tagliando per un ghiaione che sotto una leggera pioggerellina, ci deposita rapidamente sul sottostante sentiero. Attraversiamo una distesa di rocce e un successivo lungo tratto nell'erba, tra prati e acquitrini, interminabile quando le gambe già sono stanche e i tuoni si susseguono sopra la testa! Passiamo la Baita Paradiso e continuiamo giù seguendo la sterrata e per quando arriviamo al passo, il temporale se n'è già andato lasciando dietro a se un bellissimo cielo limpido! Ad aver saputo che sarebbe stato di breve durata, ce la saremmo presa comoda dentro una galleria e avremmo perlustrato meglio la zona!!!
Sono le 14:00 e tolti zaini e scarponi ci gustiamo un gelato e un caffè sedute sulle panchine all'esterno di un bar, prima di riprendere la via verso casa. E' stata un'altra bellissima e faticosa due giorni e i nostri ometti ci aspettano...e pure la grigliata di mio fratello!

4 commenti:

frivoloamilano ha detto...

Complimenti! Come il film: Tutto in 48 ore.

ciao Nadia e Ilaria ;-)

Elisabetta ha detto...

Abitassi un po' meno distante....
mi hai fatto venire il desiderio di fare questo itinerario di cui ho sempre sentito parlare
lo metto nel cassetto per la prima volta, spero presto, in cui ripasserò in Val di fassa
Elisabetta

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Ciao Elisabetta,vai tranquilla,nella prima parte almeno,non ci sono grosse difficoltà.Spero tu possa percorrerlo tutto!!!con più tempo a disposizione di quello che abbiamo avuto noi, perchè merita una visita accurata!

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Flavio..tutto in 48 ore...puff puff...e la fatica si sente!!ciaooo!!!