Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

giovedì 23 agosto 2012

Nel Labirinto del Latemar

Nemmeno un centimetro libero!
Se avessero potuto avrebbero parcheggiato pure sugli alberi!!!
Così si presenta a noi il Passo Rolle, domenica, primo giorno delle nostre ferie!
La nostra meta odierna erano i laghi di Colbricon: meta che nessuno di noi tre aveva mai visitato. Una meta facile per Gabriele: la stessa cosa che deve aver pensato l'universo di villeggianti che oggi banchettano ai tavoli delle malghe accanto alla strada!!! Ma poi...che li abbiano visti questi laghi??? Mah! Cosa certa è, che dopo il terzo giro alla ricerca di "un colpo di fortuna", decidiamo di lasciar perdere e andare a fare i "turisti" a Moena! Almeno li parcheggi si trovano, anche se sinceramente le "vasche" non sono il nostro forte e poco dopo siamo già stufi di girare a vuoto tra le vie, sotto il sol leone che se in pianura tocca i 40°, qua non ci va molto lontano!!!
Raggiungiamo Soraga e il nostro Hotel, dove pernotteremo per due giorni e dopo una doccia e due passi "in centro", facciamo la felicità di Gabriele scoprendo il "parco giochi" del paese!
L'indomani il sole splende e partiti ad un ora più consona del giorno prima, raggiungiamo il Passo di Costalunga: la meta odierna è il Labirinto del Latemar! 



La Roda de Vael e la Cresta del Masarè risplendono dall'altro lato della strada, mentre imboccata la sterrata con segnavia 21 la seguiamo, inoltrandoci nel Bosco di Carezza, tra abeti altissimi, famosi per la loro "risonanza". 


Gabriele li osserva dal basso della sua piccola statura, tra un'"arata" (con il bastoncino) e l'altra, raccogliendo sassolini da infilare in tasca a Luca per il prossimo "ti-tosch" nell'acqua di un ruscello o in qualche pozza sopravvissuta al gran caldo di questi giorni! 



Proseguiamo così, quasi in completa e incredibile solitudine, in leggera salita, nel fresco degli alberi che di tanto in tanto ci regalano visuali sul sottostante paesino di Carezza e sulle torri aguzze dei Campanili del Latemar. 






Raggiungiamo dopo un'oretta e mezza i bei prati del Mitterleger, dove pranziamo sul tavolo esterno della casa forestale. Li vicino, anche uno spartano bivacco, in una vecchia e diroccata casa di legno, che visitiamo con trepidazione: chissà cosa si nasconde li dentro!!! 




Davanti a noi torreggiano i Campanili del Latemar che mi riportano alla mente la bellissima giornata di due anni fa, passata ad attraversarli!  


Quando il sole fa capolino tra le fronde dell'albero che ci riparava dalla calura, riprendiamo il cammino e oltrepassato un prato, c'inoltriamo per un breve tratto di nuovo nel bosco che poco alla volta lascia sempre più spazio ad enormi blocchi di pietra che superiamo a volte passandoci sopra, altre volte passandoci sotto, attraverso bassi anfratti e strettoie. 






Gabriele si diverte, i suoi genitori dopo un po', meno! Perchè il caldo qui si fa sentire e quello che credevamo essere solo un breve tratto tra i blocchi, si rivela una discesa infinita, con il verde miraggio della Latemar Alm sullo sfondo! 


La maggior parte delle famigliole che incrociamo ci fanno un po' pena, perchè fare questo tratto in salita non è mica tanto divertente, con i bimbi che brontolano stanchi e accaldati!! Per fortuna abbiamo seguito le indicazioni della nostra guida cartacea e non le invitanti tabelle che segnalavano le scorciatoie per il Labirinto! La frescura dei primi alberi, dopo tanta pietra, è pura goduria! 


Con uno stanco Gabriele in braccio o sulle spalle, risaliamo il sentiero che ci porta alla radura della Latemar Alm, che evitiamo di raggiungere, optando per una bella panchina sotto un pino, nei prati sovrastanti, dove pascolano le mucche della malga. 





Una di esse ci fa pure visita per una carezza sul muso, mentre mangiucchiamo qualcosa e ci riposiamo. Ripartiamo, risalendo il verde pendio sopra di noi e calando poi dall'altro lato, attraverso i panoramici Prati del Latemar e da li, con il rombo del tuono che brontola oltre i Campanili, scendiamo al punto di partenza. 





Le prime gocce di pioggia creano il fuggi fuggi generale mentre saliamo in auto, ma sono di breve durata: a Soraga splende il sole!  

2 commenti:

Carlo de Ts ha detto...

che supeminialpinauta ! bravo Gabriele

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Grazie Carlo..dal superminialpinauta! ;o)