Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

venerdì 24 agosto 2012

Silenzi del Vallaccia

Immaginavo che certe mete sarebbero state molto affollate, l'avevo messo in preventivo.
Ma le code in auto no. Quelle non le avevo preventivate! E trovarsi alle 9:30 a percorrere a passo d'uomo il tratto Soraga-Pozza di Fassa è davvero avvilente! Ma piano piano, arriviamo all'agognato bivio e svoltiamo nella Val San Nicolò: incredibilmente non siamo in molti a percorrere questo tratto e raggiunta la malga Crocifisso, risaliamo la val Monzoni fino al parcheggio. 




L'idea iniziale, dato la sfacchinata di Gabriele il giorno prima, era quella di usufruire della navetta che, portandoci fino alla Baita Monzoni, ci avrebbe tolto 250 metri di dislivello: ma delle navette nessuna traccia! Al loro posto una transenna con un divieto di percorrere a piedi la strada e bandierine rosse a segnalare una deviazione del percorso a piedi. Le seguiamo e oltrepassata una passerella sul Ruf di Munciogn, saliamo con una sterrata che, parallela alla strada, ci porta dopo una mezz'oretta all'affollata Baita Monzoni, dove il profumo di una griglia attira i tanti vacanzieri. 


Proseguiamo oltre una curva ed ecco, in una verde e ampia radura, anche la malga Monzoni, dove la maggior parte della gente termina la propria "escursione" odierna o al massimo raggiungono, agonizzanti, l'ormai vicino rifugio Taramelli. 


Tra una sosta spuntino/riposino e l'altra, proseguiamo oltre e imboccato la strada con segnavia 624, iniziamo la lenta e ripida risalita verso la nostra meta odierna, il rifugio Vallaccia, dove pernotteremo. La strada, inizialmente rovinata e sassosa, mette un po' a dura prova l'Alpinfrut, che necessita di una bella sosta in un bel prato verde punteggiato di larici per ricaricare le batterie. 




Mangiato, giocato e fatto visita alle mucche che pascolano li vicino e ripartiamo, questa volta di corsa, giocando al trattore che traina il trattore! Tra le risate di Gabriele e i miei sbuffi (ero il trattore che trainava!), arriviamo finalmente in vista del tetto del rifugio! 






Con la promessa che lì troverà una bella sabbiera con i giocattoli del figlio del gestore, Gabriele mi incita ad andar più veloce e così poco dopo, tra corse e riprese di fiato, finalmente raggiungiamo il rifugio Vallaccia! Una decina di escursionisti son seduti ai tavoli esterni, mentre passiamo loro davanti e proseguiamo verso l'altro lato del piccolo rifugio in legno e, oltrepassata una breve passerella, eccola: la sabbiera tanto desiderata! Avuto il "via libera" dalla gestrice del rifugio, Gabriele si getta a capofitto e da li non si muoverà per le prossime due ore! 



Io e Luca invece, seduti su una bella panca li vicino, ci crogioliamo al caldo sole pomeridiano, godendoci il verde panorama e una buona birra rigenerante! 






Un succulento yogurt con frutti di bosco per merenda fa diventare questo posto ancora più desiderabile! E poi.... poi silenzio! Improvviso! Nessuna voce giunge più dall'altro lato del rifugio, dove prima c'era gente.



Soli. Incredibilmente soli! Quassù, circondati dalle cime del gruppo del Vallaccia e dalla lunga catena dei Monzoni, tra verdi ondulazioni e fischi di marmotta, dove l'unico altro posto visibile e frequentato da gente sta dall'altro lato della vallata, al Passo delle Selle, o al poco visibile e sottostante rifugio Taramelli! 






Soli! Noi tre, da soli, in questo piccolo rifugio di legno! Soli se uno non calcola la gestrice Cinzia e uno dei suoi figli che l'aiuterà in cucina, mentre il marito e gli altri due figli scendono a valle per compere. 


Gabriele nel frattempo è finalmente crollato e dorme nel suo letto, in una cameretta sotto il tetto, dove la luce entra da un piccolo lucernario. Un lucernario da cui vedremo tantissime stelle prima di addormentarci, per poi essere svegliati (io e Luca!..l'Alpinfrut dorme beato!) da due violenti temporali con tanto di grandinata e nubifragio! E poi, di nuovo silenzio.


L'indomani, mentre Luca percorrerà il sentiero Alp.B.Federspiel, io e Gabriele lasceremo il silenzioso rifugio e scenderemo con calma, per poi ritrovarci tutti e tre alla Baita Monzoni, immersi di nuovo nel vociare della folla dei vacanzieri!
Beata solitudine delle terre alte!    

6 commenti:

Antonella ha detto...

eh! basta togliere una navetta e si elimina la concorrenza! ma che bravo Gabriele!!!

Nadia l'Alpingirl ha detto...

E' vero Antonella..selezione naturale,man mano che si va avanti!!grazie da Gabriele!!!
Ciaooo

flavio ha detto...

Ho un bel ricordo del Rifugio e della simpatica Cinzia. Avrei voluto fare il giro di Luca ma mi sono accontentato della vicina Cima Undici.
Bravo Gabriele!

ciao, a presto ;-)

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Beh Flavio,dalla Cima Undici si gode di un bel panorama su tutto cio che c'è li attorno!La ricordo bene questa cima..è stata l'ultima di un fantastico giro iniziato al sottostante biv.Zeni!La Federspiel non scappa!!
Ciao!!!

bruno ha detto...

Da queste parti non ci sono mai stato. Ricordo di averne letto qualcosa su un vecchio libro di Visentini sul gruppo della Marmolada ma non ho mai dato seguito alla lettura. Potrebbe essere un buon posto per passare un paio di giorni. Complimenti a Gabriele anche da me

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Bruno,ci devi assolutamente andare!e ti straconsiglio il giro che abbiamo fatto io e le mie amiche(http://www.alpinauta.com/2011/07/nel-giardino-del-vallaccia.html e http://www.alpinauta.com/2011/07/cari-incontri-al-lagusel.html)ma aspetta e informati prima,perchè la ferrata Gadotti è attualmente chiusa per frana.