Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

martedì 22 dicembre 2015

Sulla Cresta Cavallo

Sbuca così, mentre evidenzio sulla cartina Tabacco il tracciato della forra della Venzonassa appena percorsa con Luca.
Posta tra la chiesetta di Sant'Antonio Abate e la Cima Somp Selve, sulla dorsale del Plauris, quella piccola quota dal nome accattivante, raggiungibile tramite traccia nera attira l'attenzione sia mia che di Barbara. La mettiamo in lista e mercoledì è l'occasione giusta per soddisfare la nostra curiosità: puntiamo verso Venzone, seguendo la strada che si inoltra nella Valle della Venzonassa, parcheggiando a Borgo Costa, proprio all'inizio del sentiero 705a. 




Risaliamo il ripido sentiero che in poco più di mezz'ora ci deposita sul bel balcone panoramico che ospita la chiesetta di Sant'Antonio Abate. Il cielo è un po' nuvoloso, ma la vista già bella qui, si amplia ancor di più sul piccolo colle alle spalle della chiesetta, dove c'è pure una panchina per godersi il panorama comodamente!




Lasciamo questo bell'angolino e dopo aver dato un occhiata ad una vicina dorsale erbosa, proseguiamo verso est sul sentiero 705 alla ricerca della famigerata "traccia nera". La troviamo dopo una decina di minuti di cammino: dove il sentiero curva, un piccolo ometto di sassi segnala una bella traccia che sale tra gli alberi. 



Seguendo i vari ometti e alcuni bolli rossi, usciamo dal bosco e destreggiandoci tra erba, rocce e cespugli di ginestre, saliamo ripidamente verso quel dosso erboso che vediamo protendersi sopra di noi. 







La vista alle nostre spalle si apre sempre di più, con il corso del Tagliamento che scompare nella foschia della pianura. Davanti a noi, l'intera dorsale del Plauris, con i suoi ripidi fianchi erbosi, cattura tutta la visuale. E finalmente siamo in "vetta"... se così si può dire: non c'è nulla che la segnali, perciò ci mettiamo subito all'opera e raccattati un po' di sassi qua e là, costruiamo un piccolo ometto di vetta, giusto così, per renderle omaggio!



Pranziamo sedute sull'erba, mentre sotto di noi le campane suonano a mezzogiorno. Il sole si è fatto largo tra la nuvolaglia mattutina, splende e riscalda: siamo a metà dicembre  ma le temperature sono davvero alte, tanto che si sta veramente bene! 




Rimaniamo quassù, sulla Cresta Cavallo, finchè gli impegni quotidiani non ci richiamano a valle: ma prima osserviamo, studiamo e... sorridiamo!
Nuovi itinerari entrano in lista e già non vediamo l'ora che venga il loro turno!

2 commenti:

Luca De Ronch ha detto...

interessante .... andremo ben a vedere :-) !

Nadia l'Alpingirl ha detto...

E' un simpatico itinerario Luca. Poi i pratoni che ci sono lassù.. beh,meritano,come la traversata verso casera Ungarina o il bivacco Coi...ma quelle saranno per un'altra volta!!!