Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

mercoledì 9 dicembre 2015

Sguardi (salendo al dosso Nadei)

La poca neve scricchiola allegra sotto i passi, ma non disturba il sonno del Vecchio. Il sole non è ancora alto e lui si starà godendo le ultime gocce della notte.
Il sentiero sale in un bosco silenzioso, le foglie secche crepitano leggere, senza disturbare l'abbraccio degli alberi. Poi quel sentore, un tocco leggero sulla spalla, silenzioso come tutto intorno, nelle luci blu del mattino.
Lo sguardo si alza e sei li. Chissà da quanto tempo. Lo sguardo si alza e incontro i tuoi occhi. 
Fermi, immobili.
Ci guardiamo per anni lunghi pochi secondi.
Il marrone dei tuoi occhi studia l'azzurro dei miei, mentre cerchiamo di capire cosa sta accadendo. Lo sguardo porta il tocco leggero dei passi, il respiro lieve che sfiora le mani stese lungo il corpo a cercare di afferrare l'attimo per fermarlo.
Vicini per anni lunghi pochi secondi.
Brevi e incerti istanti in cui capiamo di essere parte dello stesso universo. Quella stessa Natura che è per entrambi matrigna ma fonte di vita e di gioia. 
Poi un fruscio improvviso, un vento leggero come un pensiero felice porta verso le cime dei larici le foglie, e tu che corri verso il profondo del bosco che ti nasconde agli sguardi.
Dove sei finito? 
Salgo lungo un sentiero velato dalle foglie e ad ogni sua svolta ti cerco con lo sguardo tra gli alberi, come un amico perso da tempo, ritrovato all'improvviso e sparito nuovamente in un silenzioso oblio, tra cime aspre e boschi cupi, che lasciano filtrare le speranze di un sole capace di scaldare gli animi. 


So che ci sei, sento le foglie che crepitano al tuo passaggio. Frugo tra gli alberi in cerca dei tuoi occhi ma non ti trovo. Aspetto di vederti al prossimo incrociarsi delle nostre strade.
"Ah sei tu che turbi l'autunno con tanti pensieri! Era un pò che non ci si vedeva ragazzo mio, sei stato sfuggente ultimamente. Ma non credere che non mi sia accorto quando passavi davanti al mio uscio".
Il vecchio si è destato dal suo torpore.
Mandi Nile che racconti?
"Cosa vuoi che racconti, le solite storie. Tu invece. Cosa ti agiti tanto per uno sguardo fugace. Siete strani voi piccoli uomini, pensa al tuo cammino invece".
Se ci siamo incontrati ci sarà ben un perché, vecchio. Eh poi che problemi ti fai dei pensieri dell'uomo? 
Uno sguardo racconta molte cose. Forse non ci vedremo più, forse ci incontreremo ancora prima del nuovo orizzonte che mi attende in cima, ma in quei pochi attimi lunghi anni, ci siamo riconosciuti uguali tra tanti.
Magari ci incontreremo fra cinquant'anni alla vigilia dell'immortalità, e ce ne compiaceremo.




"Ahahaha mi fai ridere! Tu e tutti gli uomini come te. Piegati sotto il peso di un'ideale che non porta da nessuna parte. Capaci di sterminarvi per il sangue nero della Terra e allo stesso modo soffrire ed emozionarsi per lo sguardo di un cerbiatto, incrociato nel mattino freddo del bosco".
Taci Vecchio, come puoi parlare di sentimenti tu? Hai forse un cuore? Sei forse capace di amare ed emozionarti per il sole che nasce a scaldare la ruvida pietra di cui sei fatto? Taci.
Il sole ascolta le nostre parole e sbuffa divertito.
Un tepore caldo avvolge la cima per distendere gli animi. I pensieri si rasserenano mentre lo sguardo scende dalle alte cime al fondovalle dove luccicano le lacrime ormai fredde del Vecchio.
"Non arrabbiarti mio giovane amico, la mia è solo invidia. Il cuore e i suoi sentimenti li ho barattati secoli fa con l'immortalità. Solo l'invidia mi è rimasta, come amara medicina al mio essere. Non prendertela con un povero vecchio come me, non badarmi. Vivete ogni momento che la vita vi offre, gioite di ogni sguardo. Godete ogni minuto della vostra vita sia esso solitario o speso in un abbraccio. L'immortalità è un freddo eremo"


Il vento freddo del pomeriggio porta le parole del vecchio nel profondo del bosco mentre i passi ricalcano quelli della salita.
Il sole inizia la sua parabola verso terre lontane e le cime si tingono dei colori caldi del tramonto.
Il vecchio si ritira nelle sue stanze e di lui vedo solo l'ombra, mentre s'incammina verso la notte.

3 commenti:

Alessandro Filippo ha detto...

Ciao, da un commento del 31/10/15 su Sentieri Natura risulta che la strada è interrotta prima di ponte Gotte, com'era lo stato alla data della vostra escursione? Vorremmo andarci tra qualche giorno.
Alessandro

Alessandro Filippo ha detto...

Ciao, da un commento del 31/10/15 su Sentieri Natura risulta che la strada è interrotta prima di ponte Gotte, com'era lo stato alla data della vostra escursione? Vorremmo salire al Dosso Nadei tra qualche giorno.
Alessandro

Luca l'Alpinauta ha detto...

strada ok