Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

domenica 6 dicembre 2015

A casera Davass... sei anni dopo!

Sei anni fa percorrevo questi sentieri con una pancia che iniziava a farsi vistosa!
Dentro di me un piccolo Gabriele cresceva e scalpitava...


Oggi scalpita e.... parla!!!
Ma quanto parla???
Le mie orecchie, come quelle della "zia Paola" e di Stefania, fumano!!!
Ma lo lasciamo chiacchierare... fin che cammina va benissimo!







Solo per un attimo, lungo la pianeggiante dorsale del Col Manzon, il piccolo quasi se ne esce con la fatidica frase "mi annoio"! Quasi... perchè appena l'accenna lo blocchiamo e gli rammentiamo cosa è successo l'ultima volta che l'ha detta!!!
"Castigato" il pensiero, voltiamo l'angolo ed ecco davanti a noi... no, non un ariete come la scorsa volta, bensì Alpaca!!!! Animale comunissimo in montagna!!! 


Passiamo accanto alle strane bestiole trattenute al guinzaglio dai giovani proprietari che, scopriremo poi sul web, organizzano passeggiate assieme a questi docili e buffi animali.
Il colle che ospita la casera Davass si erge ripido davanti a noi... ne ricordo la salita... per quella "direttissima" traccia che solca l'erba rinsecchita dal freddo! Per fortuna un sentiero più dolce sale verso destra e dopo un paio di tornanti ci "deposita" sul pianoro che poco più in là, ospita la casera. 




Davanti ad essa, su di alcune rocce che si affacciano sulla pianura, sventola l'amata bandiera del Friùl e poco più sotto quella tricolore. 


Ci fermiamo lì, sotto quel svolazzare blu e giallo, a contemplare quello che rappresenta, bello, nonostante quella leggera foschia che crea quel vedo non ti vedo tra terra e cielo. 




Dietro alla casera dal camino fumante, le montagne sono imbiancate dalla prima neve. Profumo di griglia esce dalla porta accostata, dove quattro ragazzi giocano e si fanno scherzi, mentre raccattano legna per il fuoco. 


Pranziamo sulle rocce, con lo sguardo che si perde tra quella foschia che nasconde il lontano luccicare del mare. Stefania e Gabriele salgono per una veloce visita alla vicina cima del monte Davanti e poi scendiamo assieme, ripassando accanto alla chiesetta della Santissima Trinità, con dietro il Ciucul Taront, salito al mattino. E poi via, di corsa, su per i gradini del colle che ospita la chiesetta di San Giorgio a Travesio: c'è un tramonto da ammirare!!!


Altre due cime si sono aggiunte alla bella lista delle salite di Gabriele!
Ce ne saranno altre... continua a parlare figliolo... e a camminare assieme a noi!!!  


2 commenti:

Luca De Ronch ha detto...

curiosi...... interessante sta storia degli alpaca

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Dopo l'ariete, di certo un miglioramento!!! ahahahhahah