Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

mercoledì 25 novembre 2015

Incontri ravvicinati... Las Cenglis

"Mi annoio!"
Alzo mentalmente gli occhi al cielo all'ennesima esternazione di Gabriele: le sterrate proprio non gli vanno giù! Lui ha bisogno di azione, di sentieri, dove la sua attenzione rimane occupata!
Mentre mi riprometto di cancellare dalla sua lista qualsiasi itinerario che preveda sterrate, da dietro l'angolo ecco sbucare qualcosa di bianco e peloso che trotterella verso di noi!
Una pecora? No, non una pecora, ma un ariete!


Penso che la frase "esattamente... quanto è pericoloso un ariete?" sia passata all'unisono nelle nostre quattro teste! Sì, perchè oggi oltre a me e Gabriele ci sono "zia Paola" e "cugino Alessandro", che ci accompagnano sul monte di Ragogna.


L'essere cornuto e peloso nel frattempo ci ha raggiunti e per un attimo penso: "che carino... sorride!"
Giusto un attimo... prima della lunga serie di testate che il "signorino" inizia a dare a destra e manca!
All'inizio sembra solo dispettoso e cercando di allontanarlo tentiamo di proseguire lungo la strada, ma non c'è verso! La sua richiesta sembra essere: "o cibo, o testate"!
Afferro i grissini che Gabriele ha in mano, mentre il piccolo, spaventato e avvinghiato alla mia gamba, inizia a piangere terrorizzato! 
Tra una testata e una mangiucchiata, riusciamo ad avanzare di un po' di metri, giusti giusti per scoprire che dietro all'angolo c'è una casa! La situazione sarebbe divertente se il "cjastron" non aumentasse la forza delle sue testate a ogni metro di terreno guadagnato! Lanciati i grissini a mia sorella che tenga a bada la terribile bestiola, afferro Gabriele e senza voltare le spalle all'ovino, corro verso la casa richiamandone il proprietario! Chiunque abiti qui è padrone di un "allegra" fattoria! Mentre nella mia mente si fanno strada pensieri "arieticidi", tra i ringhi di un cane, i grugniti di due enormi maiali, il belare di pecore e pure il miagolio di un gatto, ecco finalmente sbucare dall'abitazione un anziano sioretto che, vista l'assurda situazione in cui ci troviamo, afferra un bastone e soccorre mia sorella, intenta a schivare testate tra un grissino e l'altro! 
Passati indenni oltre l'abitazione, ancora un po' scossi dalle pesanti attenzioni ricevute, raggiungiamo una strada asfaltata che scopriamo essere quella che sale dal paesino di San Pietro, presso cui abbiamo lasciato la nostra auto, partendo dal castello di Ragogna.
Sceglieremo di sicuro questa opzione per la nostra discesa! Meglio un duro asfalto che un duro ariete!
Un cartello ci indica che finalmente siamo all'inizio della mulattiera d'arroccamento "Las Cenglis". 


Il sentiero sale nel bosco a lenti tornanti, di tanto in tanto concedendoci fugaci visioni sul greto del Tagliamento e sui vicini monti. Per fortuna l'attenzione è catturata dal procedere del sentiero e il pargolo non ha più motivo di annoiarsi, ne di accorgersi che la mulattiera è più lunga del previsto! 











Ci vorranno più di cinque chilometri in totale per arrivare finalmente nei pressi della chiesetta di San Giorgio e poter godere dei raggi del sole! 





Saremo ripagati dall'ampio panorama che si gode da questa posizione e dal bellissimo tramonto che attenderemo su un tornante lungo la strada che scende a San Pietro. 








La Luna aspetterà paziente il suo turno, mentre il Sole scompare sotto un cielo infuocato. Le luci del castello illuminato ci guideranno fino al parcheggio: le emozioni non sono sicuramente mancate, nemmeno in questo tranquillo itinerario!





1 commento:

Luca De Ronch ha detto...

pensa se era un cinghiale .......