Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

domenica 1 novembre 2015

Ritorno al Carega

Pennellate di colore preannunciano l'alba di un'altra bella giornata!
Dopo una bella colazione ci mettiamo in marcia lungo la strada, per andare ad intercettare il sentiero con segnavia 157 che passando per il Passo delle Buse Scure e la sella del Rotolon, ci porta a seguire in panoramica mezzacosta le pendici del monte Obante fino al bivio con il sentiero 158 diretto alla Sella dei Contorni. 





Noi continuiamo con il 157 che inizia a risalire a lunghi tornanti il Boale dei Fondi fino a sbucare, dopo l'ultimo tratto leggermente ghiacciato, sulla Bocchetta dei Fondi dove il nostro sguardo può spaziare adesso sulla soleggiata e spettacolare conca alpestre del  Valon di Campobrun! 




La vista è mozzafiato, esattamente come quattro anni fa! Allora le nuvole ce l'avevano fatto scoprire un po' alla volta, oggi invece la vista può spaziare lontano, fino alla nostra meta finale, la cima del Carega! Il sentiero 157 continua verso le pareti dell'aguzza cima Mosca, a tratti su stretta cengia, fino alla Bocchetta Mosca, dove correnti fredde risalgono dall'impressionante e scuro Vaio dei Colori!





Seguendo gli ampi tornanti della mulattiera di guerra, risaliamo verso la testata del vallone fino alla selletta del crinale sud-est di Cima Carega dove poco più in là troviamo il rifugio Fraccaroli, chiuso, ma brulicante di escursionisti. 




Puntiamo verso la ormai vicina Cima Carega e pochi minuti dopo siamo in vetta! Il panorama è amplissimo e, oltre il verde altopiano dei monti Lessini Occidentali, si vede addirittura Sirmione e il lago di Garda!





Il posto merita una lunga pausa e solo la leggera foschia che inizia a coprire il sole ci fa rimettere in marcia. Abbiamo un altra destinazione in mente oggi: la cima del monte Obante! Ritornate nei pressi della bocchetta dei Fondi, Diana è stanca e decide di aspettare lì il nostro ritorno, mentre noi proseguiamo sul sentiero 109 deviando in salita per tracce di sentiero che ci portano al passo dell'Obante. La curiosità di dare un'occhiata al sentiero del Fumante ci spinge a perlustrare la stretta ed esposta cengia che porta alla forcella del Fumante. 


Non osiamo spingerci oltre, ma la curiosità è accesa e l'itinerario rimandato ad un'altra occasione! Ritornate sui nostri passi, proseguiamo lungo la lunga cresta del monte Obante, cercandone la cima e trovandone la piccola croce e il libro di vetta presso un cimotto sovrastato da un'altro più alto e impervio. 



Firmiamo il libro e scattiamo veloci una foto con la croce mentre scorgiamo Diana che ferma poco lontano ci aspetta, giunta fin qui dalla Bocchetta dei Fondi, tramite il sentiero 196. Non ci resta che ritornare giù, ripercorrendo a ritroso il Boale dei Fondi, fino al Passo di Campogrosso.
Un caffè veloce al rifugio e poi via, verso casa, tutte entusiaste di questa due giorni!

2 commenti:

Luca De Ronch ha detto...

Bellissimo posto...... mi ricordo di questo racconto ..... cavoli son già passati 4 anni !

Nadia l'Alpingirl ha detto...

E già...ogni anno che programmavo questa uscita, pioveva! Ma come tutte le cose, vale la pena aspettare.. deve essere tutto perfetto!! E lo è stato..anche se abbiamo dovuto aspettare quattro anni!
Posti che ti consiglio! Vi piaceranno!!!