Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

lunedì 3 ottobre 2011

Traversata delle Crete di Gleris

Settembre ci ha regalato giornate calde e soleggiate e ottobre inizia nel migliore dei modi, con un'altro fine settimana estivo: io, Ilaria e Silvia ne approfittiamo per portare a termine la traversata iniziata ad aprile. Fissato l'incontro per le sette e trenta di sabato a Gemona puntiamo verso Moggio Udinese, Pradis e il piccolo parcheggio di casera Vualt. Imboccato il sentiero 450 lo seguiamo fino al bivio con il sentiero 428 che seguiamo in costante salita fino alla bellissima cengia che precede le ultime svolte per il bivacco Bianchi.






La giornata è bellissima e limpida e raggiunto poco dopo il solitario bivacco ci fermiamo un po' per ammirare il panorama e mangiucchiare qualcosa. Firmato il libro e fatta una foto di gruppo, lo lasciamo ad una coppietta appena arrivata e proseguiamo in salita verso forcella Chiavals che tralasciamo di raggiungere per seguire il sentiero 425 dell'Alta Via Cai Moggio che in falsopiano aggira le pendici del monte Chiavals, gia salito con Luca in una bellissima giornata di novembre del 2009.



Arrivate ad una forcella senza nome Ilaria e Silvia approfittano del ripido sentiero che da qui porta direttamente alla vetta del Chiavals per una veloce visita alla cima. Nell'attesa del loro ritorno scendo per un breve tratto e mi siedo a godermi il panorama poco sotto la cima Alta di Gleris e studiando il percorso addento uno dei miei tramezzini: da qui si può vedere tutta la prosecuzione dell'ardito e panoramico sentiero fino al Cjasut dal Sior. Un vivace chiacchierare annuncia il loro ritorno e rimesso lo zaino in spalla proseguiamo assieme verso la forcella della Pecora che precipita ripidamente  verso le sottostanti località di Aupa e Frattis.





Un crocifisso posto in una nicchia sotto la Cima della Pecora che recita "1939-1945 Signore Perdonate" fa meditare mentre ammiriamo il panorama verso nord. Ritornate sui nostri passi per un breve tratto, il sentiero ci porta in discesa verso un breve tratto attrezzato che precede i ruderi di una casermetta posta sotto una parete di roccia. La lasciamo per proseguire di nuovo in salita con il sentiero che ora passando per verdi e mughi ci porta verso Forcella della Vacca e i ruderi di un lungo casermone.





Dopo una breve visita alla forcella che cala anch'essa verso Aupa, risaliamo il pendio alle spalle del casermone e ci fermiamo a pranzare sulla cima quotata "1896". Una leggera brezza rinfresca la pelle accaldata dal sole mentre un solitario gracchio rompe il silenzio che ci circonda. In cielo nemmeno una nuvola e la vista spazia fino alla pianura dove tra un po' di foschia s'intravede scorrere il Tagliamento.



Individuiamo le vicine e rocciose cime del Sernio, Grauzaria, Flop, Malvueric, Cavallo, Mangart, Montasio, Cimone e moltissime altre, fino all' Antelao e alle innevate cime Austriache. Accanto al casermone una lunga e ampia galleria porta a due cameroni con feritoie verso nord e dopo una veloce visita puntiamo alla poco distante Creta dei Rusei. La traccia si stacca un po' defilata sulla destra e dopo aver risalito il primo tratto, presso un breve canalino roccioso e friabile lascio proseguire Ilaria e Silvia che avendo un passo più "sicuro" del mio, non si fanno intimorire e in breve raggiungono la vetta.




Io preferisco non rischiare...la maternità aumenta la cautela in certe situazioni...forse anche troppo...ma non mi faccio problemi, gia il tracciato che abbiamo percorso mi ha riempito di grande soddisfazione! Ritornate le amiche raggiungiamo forcella Forchiadice e il bivio per il Cjasut dal Sior: se non fosse tardi sarebbe bello raggiungerlo e percorrere il Sentiero delle Creste fino alla forcella Vualt, ma lo lasciamo per una prossima volta e scendendo verso l'Ospedale Militare sotto bellissimi faggi che si tingono dei colori autunnali, raggiungiamo il ricovero Vualt immerso nella luminosa luce del sole che tramonta.






Salutata una simpatica famigliola con bimbo che qui vi passerà la notte, scendiamo giu per la sterrata che poco dopo ci riporta al parcheggio: sono le 17:00 e possiamo dichiarare concluso egregiamente il giro! Un gelato a Gemona per festeggiare è d'obbligo!
Arrivederci Val Aupa, torneremo a farti visita! 

5 commenti:

frivoloamilano ha detto...

Crete di Gleris affascinanti e misteriose; una bella traversata, complimenti per la scelta, tanti scorci diversi ed i primi colori dell'autunno.

ciao ;-)

Laura ha detto...

cime e sentieri affascinanti, sarà perchè dalla statale sembrano cosi lontane e inacessibili, specie dal versante di ponte di muro.
brave le ragazze!!!

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Il parcheggio sopra Pradis "facilita" l'accesso a questi bei posti poco frequentati ma che meritano molto,specie per i silenzi che li circondano!

Mulon ha detto...

Cercando una relazione aggiornata sulla via di salita al Cjavals in cosa mi imbatto? nel Alpinauta's and Alpingirl's Blog!!!
Utili indicazioni ma ieri non sono arrivato fino in cima causa ghiaccio (mancava pooooooco poco...). Metterò un piccolo post su MF come sempre.
Ciao ciao
Lorenzo

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Mulon..ci si "legge" anche qui!;o)
La cima non scappa e tornare in questi posti è sempre un piacere!