Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

martedì 24 maggio 2016

Quattro cime sul Gran Monte!

Un tratto da una parte...
Un tratto dall'altra...
Il Gran Monte a "piccoli passi", a brevi tratti, un po' alla volta.
E così, dopo la salita alla Punta di Montemaggiore e Lausciovizza, le varie visite a Sella Kriz e il tentativo al Mali Varh via Tanarobo, sabato torniamo sul Gran Monte, questa volta per salire al Testa Grande, al Contesa e al Mali Varh.


Dopo il ritrovo a Tarcento, puntiamo verso Monteaperta e parcheggiamo all'inizio del sentiero 710. Rimaniamo un attimo sconcertate dall'orario segnato sulla tabella Cai...ben 3:30h al Testa Grande... ma non ci facciamo spaventare e imboccato il sentiero partiamo, attraversando una rigogliosa faggeta che ci regala frescura in questa bella e calda giornata.


Oltrepassiamo un tratto roccioso e c'immergiamo ancora una volta tra gli alberi, prima di sbucare definitivamente sui ripidi prati sommitali. E sono belli ripidi, così come il sentiero che in versione "direttissima per la cima" punta dritto in alto, senza tregua! Dev'essere la settimana delle "ripidezze", dopo il mercoledì sulla Punta Zornade!!!






Ma l'ambiente è così bello che la fatica passa in secondo piano e passo dopo passo, sbuffo dopo sbuffo, in due ore arriviamo finalmente sulla lunga dorsale del Gran Monte: a destra, verdi ondulazioni portano verso la cima più alta del Briniza; a sinistra invece ci attendono le nostre mete odierne, già visibili in successione.




Non ci resta che "cavalcare" i dolci saliscendi che ci dividono da esse e venti minuti dopo siamo sul Testa Grande! Autoscatto felici e entusiaste e poi via, prima in ripida discesa, poi in ripida salita verso il Contesa, con la sua stazione meteo in cima e poi oltre, verso il vicino Mali Varh!










Qui possiamo riposarci e pranzare tranquille, guardando monti tutt'attorno, sotto decine di papapendii che volteggiano colorati nel cielo: un paio passano pure a salutarci da vicino mentre ce ne stiamo rilassate sotto il sole! Trascorriamo un ora così, stese sull'erba, con la brezza che stempera il caldo del sole, tra chiacchiere, foto e futuri progetti.... tra cui la discesa da qui!




L'idea iniziale era di scendere per la via di salita, ma la ripidità del sentiero 710 ci fa optare per un rientro alternativo: proveremo a scendere verso il Tanarobo e l'abitato di Micottis! L'idea era già nell'aria al mattino, ma avvertimenti ricevuti e timori della scorsa uscita sul Tanarobo hanno remato contro. Uno sguardo giù dal pendio erboso del Mali Varh e l'alternativa prende forma più concreta: basterà seguire la dorsale erbosa che scende verso sud, sfruttando i tratti meno ripidi, fino ad intercettare il sentiero che intravediamo molto più in basso, sui pratoni visitati la scorsa volta! 


Non servirà nemmeno raggiungerli, perchè il sentiero, tagliando in costa la dorsale appena scesa, ci porterà proprio verso il Tanarobo con il suo grande crocione, facendoci toccare la quarta vetta della giornata! 




Da qui in poi, conosciamo la strada e quando arriviamo a Micottis, cerchiamo la "scorciatoia" che ci eviterà un bel tratto di asfalto! Finiremo a ravanare in mezzo ad una fitta boscaglia....sbucando poco oltre Micottis, lungo la strada per Monteaperta. Il rumore di un auto in arrivo ci fa ben sperare e tra pollici alzati e sbracciate, facciamo conoscenza del simpaticissimo settantenne Micottis Valerio, felice di darci un passaggio fino a Monteaperta!
Grazie a lui, che comodamente ci fa evitare quattro chilometri d'asfalto, chiudiamo ad anello questa bella giornata! 
Un tratto da una parte...
Un tratto dall'altra...
Ora manca solo il tratto centrale!
Torneremo! 


2 commenti:

Luca De Ronch ha detto...

l'autostop non vale !

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Vale, vale....eccome che vale!!! Chiedilo a Valerio!!! ahahhahaha