Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

domenica 24 agosto 2008

Qualche metro più in alto.. in parallelo

"Intant dami lis clafs da la Me machine, e viot di no colà!!!"
(Intanto dammi le chiavi della Mia auto, e vedi di non cadere!!!)
Con queste parole cariche d'amore Nadia mi saluta mentre ci separiamo: Lei e Nicholas proseguiranno lungo il sentiero numero 4 verso il rifugio Alpe di Tires, mentre io percorrerò il sentiero attrezzato Maximilian lungo la Cresta dei Denti di Terrarossa con la stessa meta.
Inizio a percorrere il sentiero che conduce alla Cima di Terrarossa in compagnia di tre escursionisti che ci seguivano, ma in breve li distacco. Salgo in cima e già non trovo più il proseguio del sentiero.Ma come? Mi sono perso??

La nebbiolina che va e che viene mi gioca uno scherzetto occultandomi il sentiero che scende veloce a nord della cima.
Riordinate le idee riprendo la cavalcata in cresta. Ci sono alcune attrezzature, ma sono piuttosto inutili. Alcuni punti esposti della cresta che potrebbero impensierire di più al passaggio ne sono invece sprovvisti. In fondo meglio così, è bello sentire la sensazione che sa regalare il vuoto: qualche centinaio di metri più in basso corre il sentiero 4 e cerco di scorgere Nadia e Nicholas. Niente, non li vedo. Continuo lungo questa bella cresta, ora baciato dal sole, ora avvolto delle nuvole che salgono dall'Alpe di Siusi. D'un tratto le streghe dell'altipiani decidono di regalarmi una magnifico scorcio sul Catinaccio: è un attimo, il tempo di prendere la macchina fotografica che già le nebbie lo avvolgono.

Il sentiero è davvero bello, mi aggiro tra i Denti, volgendo lo sguardo ora verso il Buco d'Orso, ora verso l'altipiano, ad un tratto si fa vedere il rifugio, mi fermo un'attimo e nel fondovalle scorgo finalmente l'Alpingirl e l'Alpinboy: urlo il loro nome e li vedo alzare lo sguardo a cercarmi, un veloce saluto e via verso il Dente di Terrarossa avvolto nelle nebbie, tanto per cambiare!

Con l'aiuto di un cavo risalgo una paretina verticale per una ventina di metri, fino ad una finestra naturale, attraverso la quale si guadagna il versante sud della cresta, e per rocce rotte si sale in cima al Dente. La vista ora è quasi del tutto sgombra, ma è sempre questione di attimi. Poco oltre uno steccato divide senza senso apparente la linea di cresta: che bestia vuoi che venga a pascolare quassu? Mistero! Centreranno le streghe dello Sciliar?


Inizio la discesa lungo l'ultimo tratto di cresta verso la forcella a picco sul rifugio, incontrando una coppia: il ragazzo esclama "vedi sti tedeschi? senza casco, senza imbrago!" lei ribatte "in effetti, ma qui neanche serve, siamo in cresta e non ci sono assicurazioni, mi sento un pò ridicola", "macchè ridicola è pur sempre una sicurezza!". Quando li incrocio gli sorrido e in perfetto tedesco-italiano gli dico in tono semiserio: "In effetti siete un pò ridicoli!", la ragazza scoppia a ridere, mentre il compagno arrossisce vergognosamente. Sarò cattivo, ma era più forte di me!
Scendo lungo il canalone e giù in fondo vedo i miei compari che mi aspettano al rifugio. Le ultime attrezzature agevolano il passaggio lungo il salto roccioso e in breve sono sul sentiero che mi porta all'Alpe di Tires.

Una bella cavalcata, solitaria, lungo una cresta esposta e panoramica, non difficile, ma mai banale.

6 commenti:

antonella ha detto...

bravo. io non riuscirei mai ad andar da sola, ho visto le foto su una guida e la cresta è veramente sottile in certi punti

carlo de ts ha detto...

mi par di vederti con quei due....

iaia ha detto...

Sei tremendo!!! A costo di far ridere tutti quelli che incontro sul sentiero ma anche io mi sarei assicurata.

roberta (mi) ha detto...

l'ho fatta anch'io la maximilian, ma è sottile!!! e dove non c'era il cavo... meno male che avevo i bastoncini, anche se in altri tratti davan fastidio, tutto un apri e chiudi. forse è meglio non portarli, ma ci vuol passo sicuro, quello si, i cavi poi, in effetti, non son tanto utili,giusto quello per arruvare al foro, sulla paretina verticale

andrea loi ha detto...

Hei, hei, hei..... si fà gli spandoni caro alpin?
Comunque mi sono immaginato anche io la scena e mi son piegato dal ridere!
Bravo! Se non altro mi hai rallegrato la giornata!!!!!
Complimenti anche al resto della alpin-brigata per il bel giro!!!
Mandi a ducju

Giovanni ha detto...

Bravi, almeno voi vedete qualche altura ogni tanto, io è più di tre settimane che non vedo altro che piatta giungla, qui in Amazzonia non si vedono altro che Iguana e Armadilli.