Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

venerdì 15 agosto 2008

Ritorno a Sorgazza

La giornata inizia alle sei e mezza quando la sveglia dei nostri compagni di stanza inizia a suonare, suonare, suonare. Finalmente viene spenta: ma nessuno si alza! Ma allora?!?
Ormai svegli siamo e iniziamo a preparci mentre i nostri simpatici amici continuano a dormire. Vabbè! Il mondo è bello perchè è vario no?

La giornata ricalca la precedente, grigia e nuvolosa. Risaliamo la Val di Ravetta in direzione dell'omonima forcella; il sentiero sale senza grosse difficoltà prima nel bosco e poi per sfasciumi fino ad una verde valletta appena sotto la forcella dove ci accoglie un vento forte e freddo e le prime gocce di pioggia. Il tempo sembra mettersi al peggio e non si capisce bene come si svolge il percorso. Studiamo la cartina per vedere se c'è qualche alternativa, ma la via più corta resta il tragitto originario e quindi proseguiamo sperando che il tempo regga.Iniziamo la lunga traversata verso il Forzelon de Rava sotto una pioggerella leggera ma insistente, come il giorno precedente la vista delle cime circostanti ci è preclusa e ci resta solo l'immaginazione. Con grande dispiacere dobbiamo rinunciare al Cimon di Rava e la visita alle opere di guerra della Cresta del Frate, con la famosa scalinata intagliata nella roccia.

Il tempo non migliora e proseguiamo verso Forcella Quarazza, che ci accoglie materializzandosi all'ultimo momento tra le nebbie.
Spettrale, quasi inconsistente.
Dalla forcella a tratti si indovinano i contorni del lago di Costa Brunella, trecento metri più in basso. La tabella indica mezz'ora di cammino al lago, ma il sentiero pare non terminare mai.

Finalmente arriviamo al lago. Ormai l'Alta Via volge al termine, Malga Sorgazza si avvicina. nel frattempo ha smesso di piovere e scendiamo senza fretta lungo il sentiero con un impaziente Nicholas, desideroso di togliere gli scarponi e lo zaino. E di sedersi.
Passiamo per la Malga per ritirare la spilletta ricordo dell'Alta Via e già che ci siamo per pranzare e brindare alla piccola grande impresa di Nicholas.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Bel trekking,su monti affascinanti e misteriosi. Bravi gli Alpinauti!

frivoloamilano

Luca ha detto...

Bravi, gran bel giretto e complimenti al piccolo alpinauta, già promette bene.

carlo de ts ha detto...

ben cayo bel giro. io ho trekkato nelle langhe in questi giorni. estieri bassi e affascinanti. facci un pensiero

sofia77 ha detto...

bella avventura!!!
buone ferie! ora anche per me!!!

Lorenzo ha detto...

La scalinata purtroppo non l'abbiamo vista nemmeno noi. Complimenti a Nicholas e a voi che gli fate fare queste belle esperienze.