Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

sabato 15 agosto 2015

Cime Tempestose (in tenda in Zoufplan)

Papà mi dai il materassino che devo giocare? Da una innocua richiesta ha origine una avventura! Dopo tante richieste faccio uscire dalla cantina il tanto desiderato materassino. Non da solo però: giusto per farle prendere aria, scende dagli scaffali anche l'amica di tante avventura. "E quella roba li cos'é?" chiede Gabriele incuriosito: una tenda! "E a cosa serve?", a dormirci dentro in montagna spiego,  mentre la monto in terrazzo per farle prendere aria... "Ci dormiamo dentro stasera? Daiiiii" No, stasera no ma la prossima settimana andiamo in montagna al pomeriggio e ci dormiamo dentro: Gioia e giubilo!
Risaliamo nel tardo pomeriggio di martedi, il cielo è terso e soffia un vento fresco da nord. La strada che sale al Pian delle Streghe e da qui allo Zoufplan è un verde deserto di tranquillità. Qualche sobbalzo qua e là, ma alla fine ci siamo. Davanti a noi lo smeraldo dello Zoncolan e del Crosti, e il calcare del Cogliàns e della Chianevate.
Mentre Nadia e Gabriele vanno a curiosare sulla cresta nei pressi del meteoradar dello Zoufplan allestisco il nostro piccolo campo base.

Ceniamo in compagnia di un magnifico panorama sulle cime della Carnia, e il dolce si accompagna a qualche sbuffo grigio che sale da dietro la cima del Cogliàns. La passeggiata serale ci preannuncia i passi dell'indomani, ma ben presto il grigio sempre più cupo, condito da tuoni e fulmini ci invitano al rientro al campo base. E di buon passo!.






La temperatura cala velocemente e ci rifugiamo nel tepore della tenda. Lampi e tuoni si rincorrono in cielo e mano a mano si avvicinano. Inizia il ticchettio della pioggia sulla tenda, forte, sempre più forte. Gabriele si diverte e ride, mentre la pioggia aumenta d'intensità e i fulmini illuminano il cielo sopra di noi.


Alle dieci lui si addormenterà pacifico, mentre io e Nadia ci godremo i sette temporali che passeranno sopra le nostre teste, lasciando il posto, verso le quattro del mattino ad un forte vento da nord che metterà alla prova la mia perizia nel piantare i picchetti al suolo. Passano le ore, tra brevi sonni e visite inaspettate. E' passata di poco l'una quando dei rumori cupi e dei passi ci circondano: la sagoma di un muso si rivela alla luce di un lampo. Apriamo le cerniere della tenda e una decina di mucche ci guardano incuriosite. Esco a discutere e dopo qualche parola gentile si decidono a continuare il cammino, lasciandoci nella quiete della notte tempestosa.
Dormiamo ancora sonni spezzati finché, al levar del sole, quello che non ci ha regalato il tramonto ce lo regala l'alba.




Colazione con calma e partenza alla conquista del Cimon di Crasulina e del Monte Terzo, due vette che Gabriele ha salito tempo addietro, una nel pancione, l'altra nello zaino. E' ora di salirle con le proprie forze!





1 commento:

Luca De Ronch ha detto...

si, si, bellissima iniziativa !!!!!