Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

martedì 16 settembre 2008

Il richiamo del sepolcreto

C'è sempre una prima volta e oggi per la prima volta parliamo di un libro che è legato al mondo della montagna, anche se non è propriamente un libro di montagna, ovvero non è una guida alpinistica o un romanzo alpinistico.

E' un romanzo thriller, ambientato in un immaginario paese della Carnia, Cason di Zellan, poco distante da Tolmezzo. A scriverlo è un amico, Eugenio Nascimbeni, quarantottenne bergamasco con ruvide radici paularine, il padre è infatti originario del Canale d'Incarojo.

Il romanzo narra di un antico pendaglio celtico, depositario di una terribile maledizione, che unisce le strade e i destini di due giovani sullo sfondo della Carnia.


Dalla quarta di copertina:


“Sei giunta fino a me affinché la profezia si avverasse. Ora l’amuleto è tuo per sempre. Te ne farò dono affinché quanto è stato deciso possa compiersi”

Nel IV secolo a.C., in un territorio celtico corrispondente all’attuale Carnia, l’amore di Alasia e Damien si scontra con la brutale ferocia di Athor, crudele signore del loro villaggio, da sempre innamorato della giovane. Duemilacinquecento anni dopo l’istintivo desiderio di Mary, squillo d’alto bordo, la porta a rubare un prezioso amuleto dalla casa milanese di Graziani, un piccolo industriale dai traffici poco puliti, scatenandone le ire e dando origine ad una caccia senza tregua, fino a Cason di Zellan, un minuscolo paese della Carnia sorto sulle ceneri dell’antico villaggio celtico di Alasia e Damien. L’incontro con Siro, commesso in un supermercato, sembra voluto dal destino, così come il ritrovamento di una necropoli celtica in quel piccolo paese.

L’impressione di aver già vissuto quei luoghi e quelle emozioni accomuna i personaggi, prima spaventati, poi increduli, poi consapevoli del loro destino. Il pendaglio trascina con sé una maledizione ancestrale, che rischia di annientare il presente per colpe del passato e che deve essere spezzata.
Karna, divinità celtica, tesse le fila di una vicenda lunga duemilacinquecento anni, che intreccia tra passato e presente, personaggi e luoghi apparentemente estranei gli uni agli altri, alla ricerca di una vendetta che attende da troppo tempo di essere compiuta."


Il titolo del secondo romanzo di Eugenio è "Il richiamo del sepolcreto" e ho avuto il piacere e l'onore di leggerne un capitolo in anteprima, e tanto l'idea narrativa che lo stile prendono il lettore da subito.
“Il richiamo del sepolcreto” pagg. 272
disponibile su http://www. lulu. com/content/3909602

3 commenti:

annarita ha detto...

escursionisti, arrampicatori, viaggiatori, poeti, recensori di bivacchi e rifugi e ora anche di libri!!
Mamma mia, iperattivi!
dimenticavo, anche genitori felici!!
siete mitici!

carlo de ts ha detto...

usti cayo, robe serie!!!
eh he, ben dai, giusto dare un pò di spazio a tutti

frivoloamilano ha detto...

.....dry reading? Sei sempre "avanti" alpinauta.
Percorrerò questo sentiero d'inchiostro!

ciao