Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

domenica 7 settembre 2008

Silenzi che parlano

Non mi piacciono le commemorazioni. Non amo le targhe in ricordo di tizio e caio, che spesso si incontrano lungo i percorsi di montagna, memorie silenziose delle sfortune altrui.Sabato, comunque, sono salito a Casera Pal Grande in occasione della posa del Crocifisso a ricordo dei nostri soci mancati nel corso degli anni.
Penso che questa mia partecipazione, più che dovere istituzionale, in quanto membro del consiglio direttivo che ha ratificato la proposta di posa da parte di alcuni soci, sia figlia di un sentimento di appartenenza al gruppo, alla comunità rappresentata dalla Sezione che nasce lontano nel tempo, e mi è molto dispiaciuto che, per misere sciocchezze e ciechi arroccamenti sulle proprie posizioni, chi ha fatto quella proposta non abbia partecipato alla cerimonia. Certo, ci sono impegni improrogabili e problemi di salute che possono ostacolare, ma non "di domenica sarebbe meglio", "una scusa per andare a fare una pasta in casera"
Perchè poi? Perchè la commemorazione è stata effettuata al sabato e non la domenica, poichè Don Gianni la domenica deve officiare la Santa Messa in quattro parrocchie. Evidentemente ovvie questioni pratiche son state lette da qualcuno come chissa quali oscure manovre.
Ma lascio queste "misere" questioni a chi "miseramente" vi dedica il proprio (misero) tempo.
La giornata è autunnale dal primo mattino, vento, cielo grigio e minaccia di pioggia, ma ci avviamo lungo il sentiero, attraverso il bosco degli Stavoli Roner ovattato dalle nebbie, accompagnati da un silenzio che s'intona alla giornata.Arriviamo in Pal Grande mentre Gianni sta preparando l'altare per la liturgia. C'è il tempo per mettere addossp qualcosa di asciutto e coprirci prima che inizi la celebrazione.

Sono lontano da queste celebrazioni, ma colgo le parole di Gianni, durante la predica al Vangelo, il brano della salita all'Oreb di Elia: "nel sussurro di una brezza leggera", errata traduzione di San Girolamo dall'ebraico, che in realtà é "nel sussurro di un silenzio leggero" un silenzio leggero che ti fa capire, in mezzo ai monti, lontano dalle folle chiassose, in un ambiente che acuisce la percezione di certi valori da molti dimenticati, la grandezza del creato e del creatore, comunque lo si intenda. Un silenzio che trasmette il ricordo di chi non è più accanto a noi, ma che sentiamo, in questi silenzi, vicino, al nostro fianco.

La messa termina e saliamo in Casera. Come dice Enzo, il momento di raccoglimento in ricordo degli amici che non ci sono più e anche un momento per stare assieme e rafforzare i legami tra la comunità della Sezione. E che lo si faccia davanti ad un piatto di pastasciutta non toglie certo dignità e rispetto ad una giornata come questa. Mi tornano in mente i sorrisi passati di chi non c'è più, davanti ad una birra o a un bicchiere di vino dopo una bella salita, e il brindisi della casera sale anche a loro.

Fuori le nuvole continuano a rincorrersi e nasconderci la vista delle cime che circondano la casera. Saliamo sul Rossboden e sul Pal Grande ancora una volta mentre il vento porta i pensieri lontano.C'è un senso di solitudine in questa giornata, ma il volgere lo sguardo in basso verso la casera, il saper che giù c'è la giusta compagnia, saper che c'è chi condivide i tuoi valori e le tue esperienze fa evaporare questi pensieri, come il sole fa sparire le nebbie del mattino. E in questi momenti si coglie il senso che ha il ricordare gli amici che non ci sono più: anche se siamo soli, il loro ricordo e il loro intendere la vita come la intendiamo noi ci fa compagnia lungo il sentiero.

7 commenti:

carlo de ts ha detto...

Caro Luca parole leggere come il vento ma pesanti come il piombo. a volte scrivi così seriamente che non sembra sia la stessa persona che scrive anche i post più divertenti. a volte davvero spiazzi le persona. comunque hai ragioni, lasciamo le miserie a chi le ha già nell'animo, auguraqndosi che si accorgano di cio che fanno.
belle le ultime righe... significativa l'ultima foto
ciao cayo

Antonella ha detto...

è un pò triste questo blog. ma purtroppo queste situazioni accadono. L'importante è come dite voi,: lasciare la miseria a chi è misero.

antonella ha detto...

di palo in frasca, bella l'ultima foto.
simboleggia le ultime righe?

sofia77 ha detto...

ora che le ferie sono finite anche per me, torno a trovarvi.
divertenti le uscite fatte sulla cima d'asta e sullo sciliar e belle foto.
Triste l'ultimo post, ma cosi è la vita e cosi son le persone
ciao

piero ha detto...

purtroppo (per me) sono tornato anch'io dalle ferie, per fortuna Nadia e Luca e questo blog ci sono sempre. non sempre scrivo, passo leggo e vado, però sta ultima cosa qua merita una riflessione: ma come puoi dire di stimare una persona, promuovere una idea a suo ricordo, e poi non esserci? ma che figura fai di fronte ai parenti ed agli amici? perchè immagino che fossero presenti. comunque avete ragione: la miseria ai miseri.

roberta (MI) ha detto...

vedo con piacere/dispiacere (mal comune mezzo gaudio dicono, ma per me non vale tanto) che nelle associazioni i problemi son comuni.
comunque è stupido far valere certe divergenze in queste occasioni, veramente puerile. però è giusto rimarcarlo come hai fatto, ancche se io son più cattiva e avrei fatto nomi e cognomi!!!
Ciao

Maya ha detto...

Luca complimenti, spesso mi lasci senza parole. A te non succede mai ... ahahaha ...
Senza parole mi lasciano anche le persone che non riescono ad abbandonare alcuni 'pregiudizi' e a essere presenti in occasione del ricordo di un amico.